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Different Class  
label: Island (1995)
formato: CD (12 tks – 52:04 min)
genere: Britpop, Rock
riferimenti: Menswear, Suede
links: http://www.pulponline.com/
voto: 8.5
Nel 1995, mentre Oasis e Blur erano impegnati in una battaglia a colpi di singoli per decidere quale dei due fosse il gruppo più rappresentativo del fenomeno britpop, i Pulp che avevano già diversi dischi all’attivo, fecero uscire “Different Class”. I media, troppo impegnati a scrivere articoli sulle varie intemperanze dei fratelli Gallagher, o sulle ultime dichiarazioni di Albarn e soci, non diedero troppo risalto a questa uscita, offuscata forse dalle innumerevoli produzioni di gruppi più in voga in quel momento, ma che in seguito si sarebbero rivelati abbastanza effimeri. Così senza l’aiuto di nessuno “Different Class” dovette fare tutto da solo, e contare sulla qualità delle dodici canzoni che conteneva in modo da assicurarsi innumerevoli passaggi in tv ed in radio.
La sua crescita come nella migliore delle tradizioni fu costante e lenta, cosa che diede alla band molta credibilità e che le impedì di essere accusata di voler cavalcare l’onda a tutti i costi.
Il singolo “Common People” fece da apripista grazie alla sua immediatezza ed alle sue perfette linee melodiche; fu seguito a ruota da “Disco 2000”, un’altra canzone che rivelò tutto il suo potenziale grazie anche ad un video ottimamente girato. La matrice pop ben nascosta dall’attitudine britrock che la band sapeva magistralmente incarnare, permise a questi due singoli di dominare in una qualsiasi classifica della seconda metà del ’95. Il modo di cantare di Jarvis Cocker, così profondo e snob rasentò una perfezione stilistica che difficilmente avrebbe raggiunto in seguito.
Notevoli sono le interpretazioni di canzoni come “I Spy”, dall’atmosfera drammatica ed impegnata, oppure di “Live Bed Show” e nella ballata “Something Changed” perfetta con il suo tappeto di archi che però non sovrasta mai gli altri strumenti. Queste sono solo alcune gemme contenute qui dentro, ma nell’ascolto si passa anche per brani come “Sorted For E’S & Wizz”, terzo singolo estratto, e “Feeling Called Love”, lenta nel suo incedere, dove Cocker con il sua tonalità profonda e sussurrata ci conduce fino al ritornello dal sapore indefinitamente catartico, per poi ritornare su territori più tranquilli e pacati, dove l’interpretazione si fa di nuovo sofferta ed impeccabile anche dal punto di vista dei testi.
La produzione di questo capolavoro affidata alle mani di Chris Thomas fa sì che ogni membro della band trovi il suo spazio dialogando perfettamente con gli altri, in un equilibrio di un’ eleganza inarrivabile.
Da lì in poi i Pulp avrebbero deciso di percorrere strade più laboriose, producendo album molto particolari come il successivo “This Is Hardcore”, che sebbene più ostico dal punto di vista musicale si sarebbe rivelato un interessante opportunità per evitare di ripetere la formula che li aveva portati al successo.
A quasi dieci anni di distanza “Different Class” mantiene intatta tutta la sua carica ed il suo calore, avendo superato a pieni voti la prova del tempo, come solo ai (nuovi) classici può accadere. Adesso che del britpop rimane veramente poco, è uno di quegli ascolti obbligati per capire il fermento e l’ispirazione che hanno caratterizzato uno dei fenomeni musicali più interessanti degli ultimi dieci anni.
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  ottobre 2004
 
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