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THE RAPTURE
Echoes |
label: Mercury/Universal
formato: CD
genere: Nu Wave (Punk-Funk)
riferimenti: Liars, El Guapo, Radio 4, Erase Errata, Primal
Scream, New Order, Gang Of Four, Kraftwerk
links: http://www.therapturemusic.co.uk/
voto: 8 |
Probabilmente quest' album non
è stato il migliore del 2003, ma con tutta certezza
si può affermare che è stato uno dei più
importanti-intriganti-interessanti dell' annata; perche' i
The Rapture sono il qui ed ora, sono l'oggi, gli anni 2000
a differenza di tanti gruppetti riciclati per l'ennesimo revival,
come quei pagliacci dei Jet che fingono di trovarsi nel 1971.
L'hype creato da questo quartetto di New York alla sua prima
uscita sulla lunga distanza è stato fortissimo, ma
(per una volta) anche meritato attraverso una serie (5 anni
di attività alle spalle) di concerti infuocati e due
mini memorabili "Mirror" e "Out of the Races
and onto the Tracks". Dal secondo di questi nasce il
sodalizio fondamentale con il duo di produttori DFA, ovvero
James Murphy e Tim Goldsworthy, creatori di questo nuovo sentire
disco-punk, di questo nuovo feeling minacciosamente anni '80.
E dall' incontro di questi diversi modi di sentire nella multietnica
New York di inizio millennio, ferita a morte fuori e dentro,
nasce quella bomba punk-funk-disco che è "House
of Jealous Lovers", per inciso un pezzo da far resuscitare
i morti. Dalle viscere della metropoli. Dalle macerie, quelle
vere e quelle spirituali; dentro le nostre anime. Per quei
due o tre poveretti che ancora non l'avessero sentita lo scontro
più risciuto che si possa udire ad oggi tra ritmiche
nere e melodia bianca.
Base iperdistorta fortemente (mutant) disco, chitarre che
svettano alla Gang of Four, cantato alla maniera di un giovane
Robert Smith sottoposto a dosi massicce di anabolizzanti,
un basso da smuovere un dancefloor dalle fondamenta, testo
inesistente (oltre al titolo ripetuto ossessivamente dice
"una mano lega l'altra, nel letto sfatto"), mood
da 'paranoia del sabato sera' ma con un tiro anfetaminico
che ultimamente è difficile sentire. Questa canzone
è la "Smells Like Teen Spirit" del 2000.
I puristi (dell' una e dell'altra parte) come al solito non
capiscono, capiranno nel 2010. E' una ferita aperta, un'inguaribile
infezione nella carne malata del vecchio corpo rock, una cicatrice
che non si richiuderà presto. Non mi dilungherò
poi oltre riguardo al fantastico video realizzato per il pezzo,
sconfinerei in ambito ed elogi.
C'è dell'altro su questo dischetto..anzi il seme di
"House of Jealous Lovers" sembra spargersi lungo
tutto le undici tracce di questo stupefacente esordio rapturiano.
L'incalzante "The Coming of Spring" che di quella
costituisce la furibonda 'ouverture', l'epica "Heaven"
(semplicemente splendida), la lenta combustione dell'altro
singolone 'Olio', la sofferta ballata notturna "Open
your Heart" dove le luci soffuse si affievoliscono man
mano al suono di un malinconico sax trattato. E poi due ottimi
punk-funk sbilanciati rispettivamente l'uno ("Echoes")
verso la strada attraverso un andamento concitato che si incendia
nel convulso finale, l'altro ("Killing") verso i
dancefloor più lungimiranti dove si rimandano ossessive
la stesse immagini flashate. Ancora l'algida european-disco
di "I need your Love" e le ondate di suono alla
deriva neworderiana di "Sister Savior". L'album
per essere perfetto dovrebbe finire qui, ma Luke Jenner e
compagni decidono di rischiare, di mostrarci tutta loro personalità
e rivelarci così tutta la loro umanità e fragilità.
"Love is All" è un passo nel vuoto del rock
odierno, "Infatuation" una difficile confessione
su di un amore accecante perso per sempre. Insieme fanno -love
is all infatuation- vero?
Imprescindibile. |
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