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RICO
Violent Silences
label: Manufractured (2004)
formato: CD
genere: Indie Rock, Electronica
riferimenti: Tricky, Senser, Nine Inch Nails
voto: 7

Definito dalla testata “Q”, come il figlio bastardo di Tom Waits e Kurt Cobain, Rico ritorna con il suo secondo album a quasi cinque anni di distanza dal suo debutto quel “Sanctuary Medicines” che a suo tempo aveva impressionato positivamente la stampa specializzata. Di Cobain e Waits musicalmente c’è molto poco, ma il paragone regge se si prende in considerazione l’attitudine di Rico e quindi il suo interesse per un certo suono grezzo, sporco e ruvido molto caro ai due colossi della musica citati prima.
“Violent Silences” non fa eccezione quindi con i suoi dodici episodi malati, convulsi, quasi violenti come in “Dawn Raid”, “Crazier”, ma dove la melodia non viene trascurata o lasciata in secondo piano, alternando momenti più nervosi e rarefatti ad altri di più facile presa come in “Big Black Sea”, “Freefall” o “Violent Silences”, sempre in perfetto equilibrio tra tecnologia ed istinto, assoluto punto d’incontro tra l’uomo e la macchina. Notevole la collaborazione con Tricky nella seconda traccia “Recommended Dose” un brano dall’andatura pesante, oscura, che risente molto dell’influenza dell’artista di Bristol. Ottima anche la cover del Talking Heads “Psycho Killer” una grande canzone qui rivestita di nuovo, con un andamento trascinante, sovrastata da un muro di suono coinvolgente e che non sfigura affatto di fronte alla versione originale.
Questo secondo lavoro dell’artista inglese non è forse una delle cose più originali uscite negli ultimi mesi, ma alla fine anche se derivativo risulta un disco intelligente, selvaggio e che si lascia ascoltare senza impegnare troppo, crescendo un po’ alla volta con le sue ritmiche potenti e di forte impatto.

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  luglio 2004
 
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