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SANCTUM
Let's Eat
label: Cold Meat Industry
formato: CD
genere: post industrial
riferimenti: Azure Skies, Mago
voto: 7.5
Jan Carleklev e Håkan Paulsson tornano sulle scene industrial indossando nuovamente, dopo ben 6 anni di assenza, le uniformi del loro storico progetto Sanctum.
Assenza comunque giustificata ed egregiamente colmata con gli encomiabili lavori eseguiti sotto le spoglie di Azure Skies e Mago. E forse questo nuovo album attinge anche un po’ dall’esperienza acquisita con i sopracitati due progetti, riuscendo ad ampliare le sperimentazioni e a far viaggiare più lontano le proprie capacità creative. Perno principale della musica di “Let’s Eat” sono le ruvide a aggressive sessioni vocali, le potenti e tormentate percussioni metalliche, con l’aggiunta di effetti e di elaborate distorsioni caustiche disseminate ovunque lungo l’ascolto. Le situazioni più ruggenti ed esplosive si vivono con gli impetuosi muri sonori di “När” (forse la hit dell’album), le fameliche corrosioni tribali di “Foodchain”, “Lie Low” e “Shine”. La voce di “A Pose” invece è di Sara-Lo av Ekstam, una flebile scintilla romantica circondata da crepitanti insidie spinose; creando così interessanti tematici. E poi ci sono le piacevoli fusioni strumentali della title-track, tra esplorazioni neoclassiche e possenti ritmi distorti, settaggi ripresi anche nei riverberi sonici di “Shut Up”. La pulsante e vorticosa “Sister”, con i più marcati lineamenti retro-industrial, può ricordare i primi Klinik. La chiusura spetta alla tragica e struggente “Let’s Play”, dove si intrecciano ancora ipnotici magnetismi e nostalgiche suggestioni sinfoniche. Quando i miti tornano… l’essenza si rinnova.
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  maggio 2004
 
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