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SENNEN
Widows
label: Hungry Audio (2005)
formato: CD
genere: post-rock
riferimenti: Explosions in the Sky, Mogwai
links: http://www.sennen.org.uk/
voto: 8
La navicella spaziale Sennen, con rampa di lancio sita a Londra, bagna la sua prima missione orbitante con questo “Widows”, album contenente sette tracce intrise di estasi elettrica folgorante. Stranianti orchestrazioni fluiscono a braccetto con campi elettro-magnetici siderali, guidandoci per mano dentro uno stato di epidermica voluttà. Semplicemente da brividi il decollo, sulle note di I Couldn’t Tell You: figurazioni psichedeliche e muri di rumore bianco interagiscono su sfondi di pura narcosi sensoriale. L’inaudita violenza sismica cui, da subito, il nostro equilibrio emotivo è sottoposto, si attenua nella seconda traccia del disco: Opened Up My Arms, sorniona e umbratile con le sue atmosfere dream, materializza profumati giardini Ride. Non lontana da tali pregiate coltivazioni pop-rock, Laid Out è luce policromatica riflessa da prismi elettrici in movimento. I quattro giovani Sennen fuggono la banalità, affidando la loro musica alle armi affilate dell’adagio mesmerico e del feedback assassino: All the Time tratteggia in punta di strumenti l’essenzialità di suoni immobili e oscuri. It’s Not Like Used to Be aleggia incurante su docili melodie e schegge metalliche impazzite, prima che la sua coda satura di infernali distorsioni si congiunga allo space-grunge(?!) di Once and the Same Thing (l’unico episodio balbettante). La title-track, in fondo alla scaletta, è l’epitaffio all’insegna dell’ipnosi, summa di quaranta minuti di rock stellare e tellurico: tintinnii dorati, bordoni in cinemascopio e feedback intenti a squassare oceani di spleen esistenziale filtrano echi di puro incanto elettrico. Quando i fumi delle devastazioni emotive lasciate dall’ultimo brano si diradano, non rimane che lo sguardo fisso su di un particolare.
invia la tua recensione Christian Chiovetta
  luglio 2006
 
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