| |
recensione recensione discografia review recensione
biografia recensioni recensione articolo monografia buy order online |
oggetto: recensione |
| |
 |
SHIPPING NEWS
Flies The Fields |
label: Quarterstick (2005)
formato: CD
genere: math-rock, garage-psychedelia
riferimenti: Jessamine, Sonic Youth, Dirty Three, Low, Mogwai
links: http://www.tgrec.com/
voto: 6.9 |
Formatisi nel '96, gli Shipping
News tornano pubblicando il quarto album della loro carriera,
un lavoro che va a rinverdire i fasti della psichedelia-garage,
fregiato di inquiete oscurità noise e melodiche contemplazioni
sfuggenti e poliedriche. In ‘Flies the Fields’
riaffiorano le riottosità magmatiche percorse nei tempi
addietro dai Jessamine, l’elettricità sensuale
dei Sonic Youth o le più recenti distruzioni
dei Low. Mutevoli forme isolazioniste danzano instabili attorno
ad un caleidoscopico vortice di ombra e luce. Ma addentriamoci
meglio in questo vibrante cosmo... "Axons and Dentrites"
è scossa da martellanti loops percussivi – spore
chitarristiche persuasive, distorsioni maculate ed ipnotiche
linee elettriche.
Nella successiva "Louven" esploriamo immaginifici
fuori pista instrumental rock, graffiati a macchie da scossoni
sonici, ma l'esecuzione è complessivamente contemplativa,
arredata con giri armonici suadenti e brillanti tensioni moderatamente
eruttive. "(Morays or) Demon" semina preludi
e richiami di reattività incombenti, che si intravedono
e che non tarderanno a venire. Nasce con riffs radiali e pestate
rimiche più decise, si sviluppa poi su chitarre nervose
e più reattive, settaggi esplosiovi che si ramificano
in sublimazioni più mordaci. "It’s Not
Late" ha un incipit dimesso e dissacrato, con un basso
traghettatore ed una voce sfuggente, nel proseguo la temperatura
resta immutata, ma le ombre si allungano a tal punto da essere
poiettati tra lei scie più remote di 'Scenes from the
Second Storey' dei God Machine. "Sheets and Cylinders"
sembra derivare direttamente dalle onde oscure di della traccia
che la precede, ma ha uno svolgimento molto più aggressivo
e audace, una lunga introduzione strumentale alquanto sincopata
la fa sfociare poi in sferzate finali caustiche ed urgenti.
Soniche simmetrie scuotono le vertigini gassose di "The
Human Face", capace di compiere significanti modifiche
in corso d’opera, di squarciare l’aria con effervescenti
dislocazioni chitarristiche e di creare sinuosi scivoli armonici
abrasivi e striscianti. La più significativa e lucente
del cd si dimostra però "Untitled W/ Drums"
che si svolge su un arpeggio malinconico e due voci flessuose
smarrite tra roseti di feedback e riverberi mesmerici, un
abbandono graduale per una seduzione irreversibile. "Paper
Lanterns" chiude i giochi dilatando il suo tempo e incupendo
i suoi registri, tendendo a distendersi su stratificazioni
brumose ed effetti spigolosi, mordendo nel finale con intense
folate ritmiche incastrate dentro ossuti corridoi sensoriali. |
|
|
 |
© UNMUTE.net - tutto
il materiale presente in questo sito è soggetto alle leggi
internazionali di copyright.
Qualsiasi uso dovrà essere preventivamente autorizzato
dalla redazione del sito e dagli autori dei singoli contenuti. |
|