| Tornano le vibrazioni nordiche
più pure e innovative di tutto il patrimonio folk-wave
odierno. Il fuoco compositivo di Matt Howden questa volta
và ad insediarsi tra gli spigoli sensuali dei "Fiori
Selvatici", dove le pulsioni si accentuano e le emozioni
penetrano indelebilmente. 13 nuove canzoni riflettenti melodie
sempre più sinuose ed energie narrative incontaminate,
ciclici rapimenti tra la lussuria della natura, la magia dell'arte
e gli oscuri scherzi del cuore. Seguiamo la brezza dei contenuti...
In apertura troviamo "Spring Snowdrop", placida
e solenne come le piramidi etniche di Brendan Perry, ricoperta
da sottili e smeraldi risvegli. Evocativa è "Forget
Me Not", con le classiche arie Howden-iane e percussioni
semi-ritualistic. Ascendenti archi nel vento dorato di "Love's
Trumpet". Sensualità silvane nella malinconica
"Virgin in the Green". Turbolenti scintille tra
gli occhi purpurei di "John in the Pulpit", tra
queste fervide visioni ricordiamo "Henry's Dream"
di Nick Cave. Solitudini floreali appassiscono nelle immagini
di "Knudlustysummer". Le possenti ballate "Deadly
Nightshade" e "Bleeding Heart" si sdoppiano
in riflessioni di abbandono ed esortazione. Severità
consapevoli tra l'esistenza sicura di "Winter Snowdrop".
Transiti suadenti attraversano i desideri di "Love's
Promise". Fluisce ansiosa e sommessa "Love's Other
Trumpet". Sospiri avvelenati nella decadente e poetica
"Loki's Lust and Punishment". Distorsioni impetuose
nei dilemmi atavici di "Deathlust". Forse l'album
più solido e completo del progetto Sieben, maturità
artistica ormai travolgente ed affidabile, brillanti doti
creative forgiate per descrivere l'atmosfera rituale della
tradizione e l'avanguardia spirituale degli elementi. ...E
la vernice delle stagioni tornò per idolatrare ancora
una volta il 'legno sonoro' di Sieben. |