Ho una storia carsica con i Sonic
Youth e no, non è niente di perverso, è solo
che, nonostante gli ascolti siano iniziati tempo fa, oggi
compro quasi subito il loro disco nuovo come non mi succedeva
da “Washing Machine” (e pensare che li avevo appena
conosciuti, non troppi mesi prima, con “Experimental
Jet Set”), lasciati scivolare un po’ via gli ultimi
dischi e recuperati con tutta calma quelli storici un po’
a tentoni.
Carsismo della dedizione più strenua agli ascolti,
più che della passione o della convinzione nell’affetto;
perché gli LP dall’84 all’88 sono capolavori:
“Bad Moon Rising”, “Evol”, “Sister”,
“Daydream Nation”, un monoblocco da cinque stelle
piene.
Ovvio scrivere che i Sonic Youth hanno cambiato il rock a
stelle e strisce - di sicuro quello underground, meno quell’inscalfibile
moloch (sozzura!) chiamato mainstream (ma un gruppo simile
su major fece epoca) - e che oggi godono della posizione raggiunta
con riservatezza e una voglia di fare comunque le cose a modo
loro. D’altro canto, l’idea del nosocomio (per
non dire ospizio) presente nel titolo “Sonic Nurse”
è tutt’altro che incoraggiante, né c’è
affatto da illudersi che il lavoro sia completamente nuovo:
andirivieni familiari si trovano in tutte le canzoni, da “Pattern
Recognition” (ipotesi: Schizophrenia + Catholic Block
cantate da Kim Gordon?) a “Unmade Bed” (Diamond
Sea liofilizzata?), “Dripping Dream” (Wish Fulfillment
+ Chapell Hill), “Kim Gordon And The Arthur Doyle Hand
Cream”. C’è tuttavia qualche passaggio
inaspettato, come quel grattuggiato simil archetto di “Dude
Ranch Nurse”.
I dieci brani qualche volta vivacchiano, senza in verità
steccare sul serio, poiché “Sonic Nurse”
è un disco di canzoni rock gestito dai Sonic Youth
(con il membro interno Jim O’Rourke) tramite gli sviluppi
nel loro tipico stile, quello stile tanto anti classico un
tempo da essere divenuto un quasi classico oggi, assorbito
dalla scena mondiale senza più contestazioni.
Si avverte l’intera colonna artistica portante di New
York: Velvet Underground, Television, Teenage Jesus &
The Jerks, Pollock, Warhol. E Sonic Youth. Gordon, Moore,
Ranaldo e Shelley rimarranno persone mature e intelligenti;
saranno troppo attempati (ma per anzianità di servizio,
non anagrafica) per essere iconoclasti come loro stessi ai
bei tempi, però sempre più della nuova onda
rock statunitense.
Prima che si erigano da soli il loro bel mausoleo, affidiamoli
alle cure dell’infermiera sonica sperando che questa
faccia il suo dovere.
Almeno, ce li mantenesse arzilli ancora per un po’… |