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SONIC YOUTH recensione SONIC YOUTH SONIC YOUTH
Sonic Nurse SONIC YOUTH Nurse recensione
label: Geffen (2004)
formato: CD
genere: alternative rock
links: http://www.sonicyouth.com/
voto: 6.5
Ho una storia carsica con i Sonic Youth e no, non è niente di perverso, è solo che, nonostante gli ascolti siano iniziati tempo fa, oggi compro quasi subito il loro disco nuovo come non mi succedeva da “Washing Machine” (e pensare che li avevo appena conosciuti, non troppi mesi prima, con “Experimental Jet Set”), lasciati scivolare un po’ via gli ultimi dischi e recuperati con tutta calma quelli storici un po’ a tentoni.
Carsismo della dedizione più strenua agli ascolti, più che della passione o della convinzione nell’affetto; perché gli LP dall’84 all’88 sono capolavori: “Bad Moon Rising”, “Evol”, “Sister”, “Daydream Nation”, un monoblocco da cinque stelle piene.
Ovvio scrivere che i Sonic Youth hanno cambiato il rock a stelle e strisce - di sicuro quello underground, meno quell’inscalfibile moloch (sozzura!) chiamato mainstream (ma un gruppo simile su major fece epoca) - e che oggi godono della posizione raggiunta con riservatezza e una voglia di fare comunque le cose a modo loro. D’altro canto, l’idea del nosocomio (per non dire ospizio) presente nel titolo “Sonic Nurse” è tutt’altro che incoraggiante, né c’è affatto da illudersi che il lavoro sia completamente nuovo: andirivieni familiari si trovano in tutte le canzoni, da “Pattern Recognition” (ipotesi: Schizophrenia + Catholic Block cantate da Kim Gordon?) a “Unmade Bed” (Diamond Sea liofilizzata?), “Dripping Dream” (Wish Fulfillment + Chapell Hill), “Kim Gordon And The Arthur Doyle Hand Cream”. C’è tuttavia qualche passaggio inaspettato, come quel grattuggiato simil archetto di “Dude Ranch Nurse”.
I dieci brani qualche volta vivacchiano, senza in verità steccare sul serio, poiché “Sonic Nurse” è un disco di canzoni rock gestito dai Sonic Youth (con il membro interno Jim O’Rourke) tramite gli sviluppi nel loro tipico stile, quello stile tanto anti classico un tempo da essere divenuto un quasi classico oggi, assorbito dalla scena mondiale senza più contestazioni.
Si avverte l’intera colonna artistica portante di New York: Velvet Underground, Television, Teenage Jesus & The Jerks, Pollock, Warhol. E Sonic Youth. Gordon, Moore, Ranaldo e Shelley rimarranno persone mature e intelligenti; saranno troppo attempati (ma per anzianità di servizio, non anagrafica) per essere iconoclasti come loro stessi ai bei tempi, però sempre più della nuova onda rock statunitense.
Prima che si erigano da soli il loro bel mausoleo, affidiamoli alle cure dell’infermiera sonica sperando che questa faccia il suo dovere.
Almeno, ce li mantenesse arzilli ancora per un po’…
invia la tua recensione Tommaso Iannini
  luglio 2004
 
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