recensione recensione discografia review recensione biografia recensioni recensione articolo monografia buy order online oggetto: recensione
 
SOPHIA recensione SOPHIA recensione SOPHIA
People Are Like Seasons
label: City Slang / Extra Labels (2004)
formato: CD
genere: wave
riferimenti: Red House Painters, Idaho
links: http://www.sophia-music.com/
voto: 7
L'angoscia, l'urgenza, i ricordi, il presente, il talento, ovvero Robin Proper Sheppard. "People are like seasons", terzo album per Sophia se si esclude il live-album "De Nachten" (2001), è un gran bel lavoro.
Gli umori cangianti che s'annidano nelle 10 tracce qui proposte si nutrono d'un mirabile equilibrio di cantautorato, psichedelia ed indie rock che difficilmente si riscontrano in giro.
Si comincia con l'andamento sciolto ed elegante di "Oh My Love" (emergono qui i fantasmi di amori lacerati).
"Swept back" parte con una drum machine in effetto Arab Strap per poi dipanarsi in una classica ballata acustica d'impronta Sophia. "Fool" ci accompagna, un po' in tono minore, verso il primo gioiello che ci è dispensato con "Desert Song no.2", in cui un crescendo di pennate acustiche accompagnate da magiche note di pianoforte e violino si schiantano su un muro di feedback chitarristico (The God Machine 10 anni dopo?).
Si resta in territori densi d'energia sonica con la seguente "Darkness" che sprigiona distorsioni ad alto contenuto infiammabile. La cinematica "If a change is gonna come..." conclude il trittico degli episodi piu' urgenti. "Swore to myself" e "Holidays Are Nice" non incantano ma danno spessore al contenuto acustico del lavoro.
"I left you" seppure già proposta in "De Nachten", conserva intatto il suo splendore tanto nelle melodie ariose quanto nello splendido testo.
La conclusiva "Another Trauma" regala un congedo in punta di piedi con rintocchi garbati di violino e chitarra che fanno vibrare le corde dell'anima, come solo i grandi sanno fare.
invia la tua recensione Christian Chiovetta
  marzo 2004
 
TOP