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SOULWAX recensione SOULWAX
recensione SOULWAX
Any Minute Now review SOULWAX recensione |
label: Pias (2004)
formato: CD (13t - 49:22)
genere: Electro-Rock
riferimenti: Fischerspooner, Dandy Warhols, Felix da housecat,
Kasabian, Chicks On Speed
links: http://www.soulwax.co.uk
voto: 7.5 |
Siamo sinceri, per una volta.
Senza il progetto Too Many Dj’s questo terzo disco dei
Soulwax sarebbe stato snobbato tanto quanto i primi due. Se
ci facciamo un bel esame di coscienza, invece di storcere
i nasini, sappiamo che è così. Punto e basta,
anzi punto a capo. Perché senza l’ esperienza
che i fratelli Delaewe hanno fatto come giramanopole forse,
e dico forse, non sarebbe nato neanche Any Minute Now. O meglio,
forse non sarebbe nato così.
Avevamo gridato al miracolo, accogliendoli come messia del
nuovo verbo, profeti di inizio secolo. Loro, il bastard-pop
e quanto ne conseguì, hanno dato un piccolo scossone
al carrozzone della scena elettronica che tirava avanti a
stento, tanto da creare un fenomeno di oneste dimensioni,
quasi rivoluzionario, nel suo piccolo. Comprensibile quindi
sentissero il peso di questa attesa, comprensibile ancor di
più che i nuovi brani restituissero quanto respirato
dai nostri negli ultimi anni ( l’aria densa e fumosa
di un club piuttosto che quella rilassata di una sala prove
).
Il disco, di per sé, sposta solo un po’ più
in là quanto già prodotto in passato: guitar-rock,
con buona vena melodica e una spruzzata di elettronica. Stavolta
gli arrangiamenti sono più spinti, più dance
oriented, ma la forma canzone, e il processo compositivo sono
rimasti invariati ( per stessa ammissione degli interessati
).
A dirla così non pare niente di miracoloso, e in effetti
nessun santino lacrima sangue, anche se gli spunti non mancano
e i pezzi suonano eccome.
Le cose migliori vengono subito ( perdonate il lapsus di filosofia
spicciola ): il terzetto iniziale mette in fila la verve glam-rock
di “E-talking” ( una specie di ultimi Dandy Warhols,
ma con un riff di basso grasso e appiccicoso ), l’appiglio
semplice, diretto di “Any minute now” e la cadenza
pulsante di “Please…don’t be yourself”,
electroclash sexy ed androgino, il brano più riuscito,
per intenderci.
Poi mano mano il disco si srotola un po’ sugli stessi
binari sdoganando ancora rock songs di buona fattura maculate
di electro, ibridando così nella stessa creatura Fischerspooner
e Foo Fighters, in “Slowdance”, “Miserabile
girl” e “Yyy-Nnn”. Discorso a parte meritano
“Ny excuse” ( frutto della collaborazione con
LCD Soundsystem ), sfizioso e ossessivo siparietto electroclash
alla Chicks on speed, e “A ballad to forget”,
docile sviolinata per piano e voce, ognuna a suo modo fuori
posto in scaletta.
Insomma, c’è chi ha tirato in ballo postmoderno,
e chi ha parlato di definitiva consacrazione del binomio rock/elettronica;
di vero, in tutto ciò, c’è che i Soulwax
hanno fatto un bel disco, che ascolteremo e sentiremo suonare
parecchio ( vedrai la sfilza di remix ), che se fosse uscito
solo un paio di anni fa saremmo ancora tutti qui a dire: “troppi
dj…troppi…” |
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