recensione recensione discografia review recensione biografia recensioni recensione articolo monografia buy order online oggetto: recensione
 
SPARKS
N.1 In Heaven
label: Repertoire (reissue 1997)
formato: CD
genere: Disco Rock, Synth Pop
riferimenti: Todd Rundgren, Giorgio Moroder,
Leslie Bohem, Dinky Diamond, Harvey Feinstein
voto: 10
Ho messo le mani su una copia in cd di N1 solo per caso, credevo non fosse stato mai ristampato in digitale e la mia copia in vinile era andata persa da tempo (ebbene si, io che non prestavo mai nemmeno un 45, fui così incauto da portarlo ad una festicciola), invece nel 1997 la Repertoire lo ha reimmesso sul mercato in una scarna ma elegante versione senza troppi fronzoli e nessun extra (che tanto vanno di moda ora).
Non so chi abbia avuto, sul finire degli anni 70, l'idea di affidare i fratellini Meal (gli Sparks appunto, gente abituata a maneggiare la materia pop come plastilina) a un produttore disco (si perché lui la Disco l'ha proprio inventata) tale Giorgio Moroder che di idee di come debba suonare un disco ne aveva giusto un paio e a dir poco rigide e immutabili.
So però che tale idea ha generato un piccolo capolavoro, N.1 in Heaven appunto, più una manciata di decenti canzoncine pop finite nel lavoro successivo Terminal Jive.
Come si diceva, il signor Moroder, che di solito produce il tutto con mano pesantuccia, presta praticamente tutto il suo set di tastiere in modo da conferire al disco il tipico sound anni 70 mentre il duo cerca in tutti modi di tenerlo a bada.
Si parte con "Trayout for the human Race", giusto qualche secondo di intro tipicamente Moroderiano e poi una cascata di liquide tastiere si mettono in corsa dietro un batteria precisamente quadrata, e sopra tutto la grande voce del fratellino senza baffi…
Stessa ricetta in Academy award for Performance ma con una discreta accelerazione.
In La Dolce Vita fanno capolino le tipiche sequenze di synth del Giorgio produttore.
Il beat di Beat the clock è semplicemente grande, tanto che ancora lo infilano in scaletta molti dj tra un successo del momento e un whitelabel autoprodotto.
Con "my other voice" si va sul lisergico, come pure la prima parte N1 song in Heaven che, inaspettatamente, a metà ingrana la quarta e riparte come un treno.
Insomma, se tale dischetto vi capita fra le mani, o avete la fortuna di vincerne una copia in vinile all'asta su ebay, tenetelo stretto e tramandatelo alle generazioni future perché è materiale di prima qualtà.
invia la tua recensione Joeloop
  aprile 2004
 
TOP