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STYROFOAM recensione STYROFOAM STYROFOAM
Nothing's Lost
label: Morr Music (2004)
formato: CD (9 tr. - 42:15)
genere: indie electronica, electro pop
riferimenti: Notwist, Lali Puna
links: http://www.styro.be/
voto: 8
Ho aspettato con molto interesse questo nuovo lavoro del belga Arne Van Petegem, alias Styrofoam, perché avevo accolto il precedente album, I'm What's There To Show That Something's Missing, con grande entusiasmo, giudicandolo tra i migliori lavori del 2003. Styrofoam fa parte della “grande famiglia” Morr Music, sicuramente una delle etichette più interessanti di questo inizio millennio, fucina di artisti della nuova electro pop, di cui Berlino ne è certamente il fulcro creativo.
Questa ultima fatica risponde appieno alle attese, confermando quanto di buon fatto in passato. Elettronica essenziale, che lascia spazio alla melodia e al cantato. Suoni “facili”, ma allo stesso tempo ricchi di charme, che ti avvolgono e riempiono il cuore di emozioni, fascinanti, perfetti per accompagnarti in una serata romantica o per “coccolarti” in una notte di inverno. Note fredde che scaldano. Le nove tracce che formano Nothing's Lost sono tutte di buon livello e godono della partecipazione di ospiti illustri, membri di gruppi come Lali Puna, Notwist, Death Cab For Cutie, che hanno messo a disposizione la loro arte per la realizzazione di questo cd.
La prima traccia, seppur bella, lascia spiazzati per un intermezzo cantato, quasi hip hop, di cui, personalmente avrei fatto a meno. Per fortuna, questo non rovina la bella melodia che Valerie Trebeljahr, voce dei Lali Puna, riesce a creare con il suo timbro particolare, così dolce che vorresti abbracciartela tutta la notte, grazie anche al suono arpeggiato delle chitarre, che introducono in questo viaggio emotivo. “Ticket Out of Town”, più distorta della precedente, fa tornare in mente le sonorità dei primi anni novanta, sebbene queste vengano rilette nello stile classico della label, come a confermare un certo legame con lo shoegazer, già testimoniato dalla compilation tributo agli Slowdive, che la Morr Music ha pubblicato qualche anno fa. I ritmi non consentono mai balli scatenati, ma è difficile smettere di dondolarsi mentre si ascolta la terza traccia, dove la voce effettata di Ben Gibbard si mescola con gli arrangiamenti delle tastiere, come se fosse estensione delle stesse. Un pianoforte un po' demodé è il protagonista di “Your Eyes Only”, uno degli episodi più malinconici di questo album.
Ascoltando “Front To Back”, viene invece voglia di salire in macchina e vagare tra le vie della città, quando fuori è notte e sono le luci delle insegne dei locali a colorare le vie, come se indicassero il percorso da seguire. L'ultima canzone, “Make It Mine”, è il momento più alto di tutto il cd. Piano e chitarre distorte si fondono ad un cantato melodico e toccante e danno vita ad un crescendo di rara intensità, che rapisce ed invita a lasciarsi andare ad una gioia inaspettata, che pervade improvvisamente il nostro corpo, per poi trovarsi travolti da un amaro senso di tristezza, come se avessimo perso qualcosa a cui non abbiamo dato il giusto peso e soltanto ora ne realizziamo l'importanza.
Nulla è perduto?
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  gennaio 2005
 
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