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TIGA
Sexor

label: Pias (2006)
formato: CD
genere: electropop, electro clash, house
link: http://www.tiga.ca/
riferimenti: Fischerspooner, Felix Da Housecat, Ladytron
voto: 7

Se è vero come dice Manuel Agnelli degli Afterhours, che “non si esce vivi dagli anni 80”, è altrettanto vero che chi è sopravvissutoindenne a quel periodo continua a saccheggiarlo a piene mani,riciclando idee e soluzioni sonore che venti anni fa avevano svolto egregiamente il loro dovere, e che oggi rispolverate e riadattate, continuano afarla da padrone sulle piste dei club di tutto il mondo.
Così dopo una serie di remix, ed un cd della serie “Dj Kicks”, il trentaduenne Tiga arriva al debutto vero e proprio con album tanto ricercato quanto minimale negli arrangiamenti. Basi scarne su beat dal sapore ovviamente eighties (l’ottima Far From Home) , e tutti quegli abbellimenti sonori e tastiere new wave (High School/Jamaican Box), che sembrano recuperate direttamente da un vecchio disco dei New Order. A rendere ancora più saporito il piatto ci pensano tre cover: “Louder Than A Bomb” (Public Enemy), “Down In It” (Nine Inch Nails), ed il dovuto omaggio ai maestri Talking Heads con “Burnin’ Down The House” in una versione tirata, che non mancherà di essere preda dei vari dj's che popolano l’attuale scena electro.
Considerando che tutte le parti cantate sono affidate proprio al Dj canadese il risultato non era per niente scontato (basta ascoltare un recente disco di Moby per capire come si può rovinare tutto con una voce piatta ed inespressiva), ma anche qui la prova è superato brillantemente (You Gonna Want Me), anche nelle battute ossessive di “Pleasure From The Bass” o nei toni languidi di “The Ballad OfSexor”.
L’ascolto alla fine si rivela tanto scorrevole quanto prevedibile, insomma nessuna idea gettata oltre il labile confine dell’ electropop/electroclash, ma il disco in questione e l’immagine glamour del canadesefa sì che questa scena continui a godere ancora di ottima salute.

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  marzo 2006
 
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