Capaci di reinventarsi ad
ogni nuova loro uscita, il ritorno dei Trans Am farà
felici tutti quei fan che auspicavano un ritorno alla forma
canzone dopo le divagazioni sonore del loro ultimo lavoro
"T.A." di due anni fa.
"Liberation" settimo cd per il trio di Washington
D.C., ci presenta un gruppo ispirato ed in piena forma,
sempre politicizzati, stavolta più che mai, e sempre
espliciti sia nei testi che a livello musicale. In tutto
l'album infatti è palpabile un clima di tensione
che fa da filo conduttore tra i 14 pezzi presenti, a cominciare
dall'opener "Outmoder" dove ci introducono in
questo viaggio con una ritmica tagliente, scandita da un
basso martellante dal suono pieno e pulito. Assolutamente
fuori da ogni catalogazione è invece "Uninvited
Guest" dove i nostri hanno campionato la voce di George
W. Bush, filtrandola a tal punto da farla diventare brutale
ed irriconoscibile, come se un'entità estranea stesse
minacciando l'intero pianeta (evidentemente è questa
l'idea che hanno del loro presidente). I discorsi qui campionati
sono rispettivamente quelli fatti da Bush al momento della
sua discussa elezione, e quando si accingeva a comunicare
a tutto il mondo l'intenzione di invadere l'Iraq; da qui
"l'ospite non invitato".
Ma oltre a questo abbiamo anche pezzi di notevole fattura
che negli anni hanno contribuito a rendere i Trans Am una
delle più solide realtà del panorama underground,
a cominciare da "Music For Dogs" e "Remote
Control" dove affiora quel synth pop anni '80, caratterizzato
da momenti di alta intensità, dove quel clima di
urgenza è sempre presente, e solo talvolta interrotto
da istanti di calma apparente come nel pezzo "Pretty
Close To The Edge". Acuta e perfettamente inserita
nel contesto anche "Divine Invasion 2" dove si
sente passare una sirena della polizia nelle strade di Washighton
D.C., ma potrebbe essere anche Londra, Parigi o Roma.
Incisivi come sempre, i Trans Am anche stavolta non deludono
le aspettative con un lavoro ottimamente eseguito, pieno
di carattere e che trasmette tutta la voglia e la necessità
di comunicare esplicitamente in un momento dove il confine
tra il buono ed il cattivo sembra sempre più sfocato. |