Annunciato come il “rock
‘n’roll” album che la band aveva in canna
da parecchio, “HTDAAB” non delude le aspettative,
ma produce anche molte contraddizioni e domande.
In linea di massima gli U2 sono ritornati a quel loro sound
che è stato il marchio di fabbrica della band nel loro
primo decennio di carriera, ma ci hanno anche messo quella
tecnologia con cui hanno flirtato negli anni ’90.
Insomma questo album potrebbe venire facilmente definito come
il sunto della loro ventennale carriera.
Perché se negli ultimi album si sono sempre ispirati
a quello che musicalmente gli girava attorno, in questo, non
fanno altro che prendere ispirazione da loro stessi. Ascoltate
“City of Blindin Lights”, una versione aggiornata
di “Where The Streets Have No Name”, d’altronde
lo stesso Bono ha confessato di aver trovato l’idea
per questo pezzo suonando la più celebre “sorella”,
durante uno show a New York.
E se “COBL” trae ispirazione da “WTSHNN”,
ben altre sono le tracce che ricordano momenti celebri della
carriera degli U2, recente e non, qualche titolo: “Crumbs
From Your Table”, “Yahweh”, “One step
closet”, per citare quelle che, subito al primo ascolto,
fanno dire “l’ho già sentita”.
Affermazione esatta, ma in questo caso il pezzo suona come
gli U2 del 2004. Ascoltare “All Because Of You”
per rendersene conto.
Forse non è un album con 11 pezzi di puro rock sanguigno
alla “Vertigo”, ma il rock c’è eccome:
è presente con la chitarra di The Edge, tornata allo
splendore dei primi anni, col basso di Adam Clayton, più
preciso che mai a dare ritmo, assieme al solito ma indispensabile
Larry Mullen. D’altronde l’equazione perfetta
del Rock ‘n’ roll, si basa su basso, chitarra
e batteria.
C’è qualche rallentamento nell’album, ma
si può perdonare ascoltando il crescendo emotivo di
“Sometimes You Can’t Make Your Own”, epica
ballata dedicata da Bono al padre scomparso nel 2001.
Come detto in apertura, quest’album produce molte contraddizioni
e domande, ma le risposte ce le danno gli stessi U2 con questo
disco, trovando un accordo tra chi li vuole di nuovo come
ai primi album e chi invece ha apprezzato le svolte e le sperimentazioni
degli ultimi anni.
Questo lavoro è semplicemente la storia, o meglio,
l’intera carriera degli U2 racchiusa in 11 nuove canzoni.
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