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VVAA
Flowers Made Of Snow
label: Cold Meat Industry (2004)
formato: 2CD
genere: industrial, folk, medieval, darkambient, powernoise, neo classical
links: http://www.coldmeat.se
voto: 7
La Cold Meat dopo 7 anni torna a celebrare con un doppio cd il suo storico catalogo costituito da epiche formazioni industrial, darkambient e folk, basti citare i pionieri del death industrial In Slaughter Natives, il pragmatico progetto folk industrial Deutsch Nepal, gli abissi spirituali di raison d'être e Coph Nia, le paralisi noise di Brighter Death Now e MZ 412, così come le ancestrali perlustrazioni medieval dei nostrani Ataraxia. Tutti insieme per costituire un unico monolite poli-tonale, incastrato tra il sacro e il profano, tra ombra e luce, tra dannazione e salvezza.
Un cammino uditivo tortuoso e intrigante, colmo di incredibili suggestioni, un pellegrinaggio matafisico dove è possibile osservare l’esistenza da inconsueti meandri percettivi.
L’etichetta svedese tiene a precisare che il 95% del materiale selezionato per questa raccolta è totalmente inedito e quindi mai reso disponibile in passato.

- disc one:
Coph Nia apre le danze (macabre) con il suo inconfondibile timbro sepolcrale e le sue liriche salmodiate accompgnate da imponenti ed oscuri muri sinfononici, nella sua viscerale “the Oath” c’è spazio solo per afflizioni apocalittiche. A seguire troviamo un nuovo oscuro girone influenzato dalle marziali percussioni di “The Sick Rose” - The Protagonist, una caldera tetra arroventata da ossessive e inesorabili progressioni orchestrali. Paragrafo III… il bacio mortale dei saturnini In Slaughter Natives, clavicembalo e sospiri luciferini, un solitario soprano incatenato ad una tribale rupe darkambient in attesa della sentenza ferale. A stemperare le tenebre ci pensano i francesi Olen’k, che con “Season Of Tears” aprono un passionale pertugio ethereal-goth. Ma il candore di una primavera neo-classica irrompe romanzata dalle delicate note di “Sleep Now” - All My Faith Lost, incantevole la voce di Viola. Si prosegue tra i riverberi evocativi di “Into Empty Depth” – The Last Hour, lugubre nenia gotica. Poi improvvisa esplosione nordica con il folk del progetto svedese Apatheia, “Safehouse” è una piacevole ballata acustica gemmata da incalzanti saltarelli. Sempre sontuosi gli arazzi medieval degli italici Ataraxia, qui rappresentati dalla fiammeggiante e tumultuosa “Incabala”. Non potevano mancare le sensuali profanazioni spirituali di Ordo Rosarius Equilibrio, i negativi presagi di “Yesterday Brings but a Serpent of Ash” sono sottolineati da sinistre processioni ritmiche, gemiti e sermoni inquisitori. L’ex soprano dei disciolti Gothica, Alessandra Santovito, si presenta questa volta con il progetto Hesperos, dando vita a melodie malinconiche e crepuscolari narrazioni. Sibelian unisce differenti costole darkambient, neo classical e pagan folk per il suo singolare mosaico “The Sin Eater”. Dopo quasi un’ora d’ascolto, si arriva all’intervallo con “Lie Low” – Sanctum, una marziale dislocazione post industrial fatta di voci rabbiose e martellanti patterns.

- disc two:
Un profondo mantra ipnotico apre il secondo cd, sono le proiezioni contemplative prodotte dalle musiche di Desiderii Marginis con “Where I End and You Begin”, solitudine dilatata e amplificata su mistiche distese darkambient. Non poteva che seguire a queso punto raison d’être, che con la lunga “Mouldering the Folrorn II” conserva la densa atmosfera creatasi, inserendo invisibili e crepitanti esplorazioni fuligginose. Crudi scenari estrapolati da desolate camere carcerarie sono i contenuti mixati e campionati da “Impaled Butterfly” - Atrium Carceri, sovrapponendo commenti fuori campo in giapponese, esalazioni corali e fragili presenze angeliche. E poi improvvisamente è il grigiore di alte frequenze a ridurre tutto in polvere, MZ 412 marcia severo con le roboanti sferzate di “In Hoc Signe Vinces”, aprendo le camere del powernoise alle successive tracce di Brighter Death Now e IRM, i quali protraggono inesorabilmente le incursioni distorte ed i frenetici deliri. Cala nuovamente la “quiete” con “Of Parasites and Disguises”di Deutsch Nepal, il quale attiva un’oscura cantilena circondata da oscure trasmissioni implosive. Stridore dark industrial dalle fucine tossiche di Nacht, “Death Posture” è un laboratorio di premeditata distruzione. Impalpabili liriche seducenti colorano il tetro notturno di Beyond Sensory Experience (“The Trade”), dietro radi riverberi il rintocco distante di metallici patterns. I magmatici disegni elettronici di Sephiroth descrivono miti e luoghi con un pathos fervido e penetrante. Tra le unità della Cold Meat più sperimentali, gli svedesi Skin Area intrecciano dissonanze ascensionali con rutilanti ritmiche, e ambientazioni fruscianti con grida laceranti.

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  ottobre 2004
 
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