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VVAA
Song Of The Silent Land
label: Constellation (2004)
formato: CD (14t - 71:20)
genere: post-rock, experimental rock
riferimenti: Godspeed You Black Emperor, Elizabeth Anka Vajagic, Polmo Polpo, Sofa
links: cstrecords.com
voto: 7
Seconda raccolta per l’etichetta canadese Constellation che decide questa volta di compilare un cd contenente quasi tutti brani inediti e mai pubblicati precedentemente. In verità questa compilation era stata realizzata nella primavera 2004, ma resa disponibile solo durante il Constellation Roadshow Tour europeo. Uno scrigno riflettente che traccia un ritratto esaustivo delle sonorità appartenenti a tutto il decoroso roster di questa label, dotata di nomi molto significativi per tutto lo scenario post-rock ed experimental rock internazionale. Sono molte le curiosità e gli spunti interessanti che si incontrano lungo i 71 minuti di ascolto, in primis ci si può sicuramente lasciar distrarre dal richiamo ammaliante delle ‘navi ammiraglie’ Godspeed You Black Emperor! o Polmo Polpo o Silver Mt. Zion, ma oltre a questi nomi più prestigiosi, si potranno scoprire pian piano anche le vibranti figure degli altri splendidi abitanti della “Terra Silente”.
L’apertura spetta a Elizabeth Anka Vajagic che propone una versione (stripped-down) struggente e soave di “The Sky Lay Still”, ricca di risonanze e riverberi autunnali. Do Make Say Think si cimentano in distorsioni caotiche ed esplorazioni experimental noise rock attraverso la loro irrequieta “Winter Hymn Winter Hymn”, trascinante e cinica. Exhaust rispolvera “Wool Fever Dub” pubblicata precedentemente solo su tape, così nuove frequenze graffianti e deragliamenti sinusoidali tornano a scalfire i nostri sensi. Hangedup offre spunti quasi noise industrial con la sua dirompente e fragorosa “Review from the ground - remix”. L’ improvvisa quiete giunge poi con Black Ox Orkestar, “Toyte Goyes In Shineln” è un accorato canto lamentoso, diretto da archi scarni e chitarre sbiadite. Ci si sposta su un limpido e caldo scenario folk con “This Machine” di Sackville, apparentemente sembra debba appartenere ad un’altra compilation, ma l’intensità del brano le permette di unirsi pertinentemente allo spirito del cd. I Silver Mt. Zion giungono alla metà dell’album erigendo sibilanti linee melodiche dagli spettrali riflessi prog e dalle ossessive stratificazioni neurali. Riprese emo-core nell’introspettiva “String Of Lights” di Sofa, tratta da un tape autoprodotto chiamato Record, delicate emozioni che rimandano ai Dirty Three. “Dreaming” di Polmo Polpo (da “Like Hearts Swelling”) marcia tra effluvi caleidoscopici confusi tra linee di chitarra shoegaze ed effetti fluidi, reminiscenze di “Plain Song” dei Seefeel sembrano colpire improvvisamente la nostra memoria. Brusii vorticosi e crepitanti percussioni ondeggiano tra le note di “Slippage” ad opera di Re:. Ma spetta a Le Fly Pan Am + Tim Hecker & Christof Migone amplificare l’intensità dei contenuti, irradiando di coinvolgenti livelli aurali “Tres Tres – Avant”, ritmi ipnotici e vibrazioni trance assolutamente imperdibili! Una performance estemporanea spetta a 1-Speed Bike con “Fair Warning” - remix, dove si fondono disturbi e loops a morfolgie ritmiche semplici e incalzanti. Frankie Sparo prosegue su territori particolarmente sperimentali, sfiorando le note di “See my film” con erosioni analogiche, paranoie acustiche e radiazioni sinfoniche. Una mistica versione live di “Outro” dei Godspeed You Black Emperor! chiude la compilation, spargendo nell’etere, con le sue campanelle metalliche ed i malinconci archi, corroboranti dipinti post-rock.
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  settembre 2004
 
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