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THE PET SERIES
vol. 1, 2, 3
label: Sally Forth records
formato: CD (2004)
genere: slow-core, pop folk, dream pop, post-rock, alternative rock, shoegaze, lo-fi
links: http://www.sallyforthrecords.com
http://www.thepetseries.com/
voto: 8
Nuove rigeneranti proposte musicali ci giungono dalla casa discografica olandese Sally Forth Records, che si presenta come un intenso crocevia di flussi sonori internazionali, una concreta base di lancio per nuovi promettenti talenti del panorama alternative rock. Questa label, che annovera nel suo roster una decina di artisti, ha pensato di dare una opportuna visibilità a molti altri musicisti, non legati direttamente al suo catalogo, creando una compilation di ben 3 CD, dove vengono raccolti brani che vanno dallo slow core allo shoegaze, dal folk all’alternative rock, dal lo-fi al dream pop. “Pet Series” comprende una accurata selezione di melodie piacevoli e spensierate, che diffondono morbide e placide emozioni, una serenità quasi ludica dove sembra davvero spontaneo volerla trascorrere anche con i nostri animaletti domestici.
Nel primo volume, contrassegnato da una foto di un cane in copertina e di altri all’interno del booklet, sono preponderanti le atmosfere slow-core. Un sequenza di 12 brani molto curati e intriganti, tra i quali spiccano le diradazioni strumentali alla Labradford di Diefenbach, le acustiche vibrazioni di Scout Niblett (riferimenti: Nina Nastasia), l’intensa e calda cover dei Church – Under The Milky Way ad opera di At The Close Of Every Day, il post-rock iridescente di Unswed Sailor e quello ombratile di Serena Maneesch, i minimali riverberi folkish di L.B. Jeffries, le chiare reminiscenze acustiche di Rowing on the lakes of kanada, o le languide esplorazioni di Hill Made Low.
Nel volume secondo, gatti di ogni tipo tra le foto sembrano sdraiarsi oziosamente sui confortevoli cuscini sonori di questo CD. Subito in apertura ci stupiamo per le estatiche migrazioni strumentali di The Low Frequency In Stereo. A seguire le flebili ballate ariose di Readtmade, istantanee che sembrano appartenere già a colori e profumi lontani nel tempo. Le classiche elegie country di The Innocence Mission, Robb Esperat e Whence We Came ci spostano per un po’ su panorami più pastorali, per farci tornare subito dopo su tinte più corpose e risonanti con The Harts Naive. Raggiungiamo un altro picco emotivo con le esplosioni aurali della rigogliosa spora di Saxon Shore, e con altri riflessi post-rock dipinti da Toboggan. Si mettono in luce tra i nostri sensi anche il suggerimento cantautorale di Joan Of Arse e l’incalzante e intrepida performance di John Guilt.
Il terzo volume assume quasi la forma di una voliera, visto il gran assortimento di volatili d'appartamento che popolano l’inserto interno. Così gli ultimi 50 minuti della Pet Series si diramano su toni leggiadri e brezze riflessive, atmosfere che dipingono memorie alate e si scaldano attorno ad un focolare folk / emo core. A distinguersi tra queste dodici delicatezze è il brano di Celestine, che poggia le sue introspezioni acustiche su trasparenti synths, liriche ispirate e percussioni sabbiose. A mantenere tiepido il nosto oblio ci pensa il misurato tocco etereo di Coastal e le sinuose sperimentazioni di Jay Peele e Barzin.
Tra le più ricche e vivaci composizioni si collocano quelle di Head Of Femur, The Gena Rowlands Band e Tamango, un pop-folk limpido e solare che sa di semplicità.
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  dicembre 2004
 
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