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Nuove rigeneranti proposte musicali
ci giungono dalla casa discografica olandese Sally Forth Records,
che si presenta come un intenso crocevia di flussi sonori
internazionali, una concreta base di lancio per nuovi promettenti
talenti del panorama alternative rock. Questa label, che annovera
nel suo roster una decina di artisti, ha pensato di dare una
opportuna visibilità a molti altri musicisti, non legati
direttamente al suo catalogo, creando una compilation di ben
3 CD, dove vengono raccolti brani che vanno dallo slow core
allo shoegaze, dal folk all’alternative rock, dal lo-fi
al dream pop. “Pet Series” comprende una accurata
selezione di melodie piacevoli e spensierate, che diffondono
morbide e placide emozioni, una serenità quasi ludica
dove sembra davvero spontaneo volerla trascorrere anche con
i nostri animaletti domestici.
Nel primo volume, contrassegnato da una foto di un cane in
copertina e di altri all’interno del booklet, sono preponderanti
le atmosfere slow-core. Un sequenza di 12 brani molto curati
e intriganti, tra i quali spiccano le diradazioni strumentali
alla Labradford di Diefenbach, le acustiche
vibrazioni di Scout Niblett (riferimenti:
Nina Nastasia), l’intensa e calda cover dei Church –
Under The Milky Way ad opera di At The Close Of Every
Day, il post-rock iridescente di Unswed Sailor
e quello ombratile di Serena Maneesch, i
minimali riverberi folkish di L.B. Jeffries,
le chiare reminiscenze acustiche di Rowing on the
lakes of kanada, o le languide esplorazioni di Hill
Made Low.
Nel volume secondo, gatti di ogni tipo tra le foto sembrano
sdraiarsi oziosamente sui confortevoli cuscini sonori di questo
CD. Subito in apertura ci stupiamo per le estatiche migrazioni
strumentali di The Low Frequency In Stereo.
A seguire le flebili ballate ariose di Readtmade,
istantanee che sembrano appartenere già a colori e
profumi lontani nel tempo. Le classiche elegie country di
The Innocence Mission, Robb Esperat
e Whence We Came ci spostano per un po’
su panorami più pastorali, per farci tornare subito
dopo su tinte più corpose e risonanti con The
Harts Naive. Raggiungiamo un altro picco emotivo
con le esplosioni aurali della rigogliosa spora di
Saxon Shore, e con altri riflessi post-rock
dipinti da Toboggan. Si mettono in luce tra
i nostri sensi anche il suggerimento cantautorale di Joan
Of Arse e l’incalzante e intrepida performance
di John Guilt.
Il terzo volume assume quasi la forma di una voliera, visto
il gran assortimento di volatili d'appartamento che popolano
l’inserto interno. Così gli ultimi 50 minuti
della Pet Series si diramano su toni leggiadri e brezze riflessive,
atmosfere che dipingono memorie alate e si scaldano attorno
ad un focolare folk / emo core. A distinguersi tra queste
dodici delicatezze è il brano di Celestine,
che poggia le sue introspezioni acustiche su trasparenti synths,
liriche ispirate e percussioni sabbiose. A mantenere tiepido
il nosto oblio ci pensa il misurato tocco etereo di Coastal
e le sinuose sperimentazioni di Jay Peele
e Barzin.
Tra le più ricche e vivaci composizioni si collocano
quelle di Head Of Femur, The Gena
Rowlands Band e Tamango, un pop-folk
limpido e solare che sa di semplicità. |
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