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VVAA
A Houseguest's Wish
(Translations of Wire's 'Outdoor Miner') |
label: Words On Music (2004)
formato: CD
genere: indie, dream pop, folk, post punk
links: http://www.words-on-music.com/
voto: 8 |
Un tributo ad una indimenticabile
hit di 25 anni fa, per omaggiare “Outdoor Miner”
dei Wire la Words On Music seleziona 19 artisti di 5 paesi
(USA, Canada, UK, Spagna e Germania) che si cimentano in rivisitazioni
dream pop / folk / shoegaze / punk / wave brillanti e piacevoli.
Tra i partecipanti troviamo anche dei nomi piuttosto noti
quali ad esempio Adam Franklin (ex frontman degli Swervedriver),
i Lush ed i Flying Saucer Attack, a loro si uniscono altre
formazioni attuali già molto apprezzate come Typewriter,
Polar, Should, The Meeting Places, Fiel Gervie, Boy Division
ed altri ancora che scopriremo più avanti. Il singolo
“Oudoor Miner” è estratto da Chairs Missing
secondo album della cult band inglese protagonista della scena
avant-garde / post-punk di fine anni ‘70 ed inizio ’80,
il brano è una gemma che fece sfiorare al quartetto
la vetta delle classifiche inglesi dell’epoca e che
diede maggiore visibilità ad una formazione rimasta
sempre ben distante dalle copertine patinate ritagliandosi
una ristretta di seguaci fedeli e devoti.
In apertura troviamo la placida versione acoustic country
di Adam Franklin seguita dalla eterea proposta di Titania.
Più fedele all’originale quella di Kick On The
Floods, con minimali intersezioni synth-etiche. Sfumature
slow-core le offrono i Timonium, più trasparente e
cantautorale si presenta invcece l’interpretazione di
Polar. Smerigliate lenti cold-wave derivano dalle note di
Typewriter, mentre Fiel Garvie ci mettono il proprio nebuloso
e sensuale timbro tonale. La registrazione dei Lush, che risale
al 1991, esprime agili ed intraprendenti accelerazioni dream
pop, del resto loro eccellevano in queste particolari dimensioni.
Continuano le voci femminili con una più distaccata
performance ad opera di Experimental Aircraft. I 5:27 degli
Above The Orange Trees si dilatano lungo panoramiche folk
malinconiche, mitigate da un incantevole duetto vocale. Più
american country il contributo di Christian Kiefer. I raggi
noise shoegaze della n. 12 non potevano che appartenere alle
epiche note di Flying Saucer Attack, voce sussurrate e distorsioni
implosive e sfavillanti. I Boy Division offrono un sonoro
martellamento punk, voce effettata e tradizionali scarne abrasioni
chitarristiche. Spunta un banjo solitario tra le melodie autunnali
di Sharron Kraus, forse la più morbida e sognante.
Dopo le esplosive le incursioni shoegaze di The Meeting Places
troviamo una delicata e luminosa ballata realizzata da Laura
Watling. Gli Should stendono una particolare impressione strumentale
che si avvicina alle ultime creazioni dei Tortoise. I The
Sems si ritrovano in pieno revival british pop mentre la chiusura
di Junetile giunge con evocative sperimentazioni electric
ambient che ci fanno fluttuare in nuove volte spiritualliz-zate.
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