Dal lirismo compassato al caos timbrico più totale, e ritorno. Ascoltare "Beatiful Seizure", album d'esordio dei chicagoani volcano! provoca sgomento e attrazione, scardinando certezze e acquisizioni passate. Ogni singolo episodio costituisce un quadro di irrisolta e contundente magia avant-rock, tali sono le distanze delle ambientazioni sonore che si inscenano lungo i dodici episodi qui raccolti (ma anche all'interno di ogni pezzo il gioco di fughe e ritorni è continuo). Abbattuti schemi e clichè per mezzo di una varietà della scrittura davvero notevole, i volcano! perlustrano le profondità dei suoni e dei silenzi a bordo di una forma rock libera e visionaria, in grado di espandere e stravolgere i confini di genere. Le canzoni spaziano, con sardonica leggerezza, tra retaggi post-punk (di scuola Dischord, prevalentemente), incursioni funk (con i Gang of Four in cima ai pensieri) e disfunzioni timbriche figlie di riverberi elettronici malati. E' una prodigiosa massa informe, allora, a muoversi tra suoni e rumori; una fiera campionaria (e campionata) di chitarre effettate, ritmiche, alternativamente, fulminanti o dimesse, orde di battiti e fremiti allucinati, su cui l'interpretazione vocale di Aaron With, sempre sul punto del collasso tonale, sparge un aurea di accecante indolenza ($ 40,000 Plus Interest). Scordatevi canzoni lineari, è d'altro che s'avvale la musica dei volcano!: sono le corde tese dei nervi che implodono a suggellare stati di allucinazione permanenti; è la ragione che spiega l'istinto, strutturandolo (seppure in termini stilistici molto sfumati, comunque lontani dagli stilemi collaudati della forma-canzone) con lucida follia dalle parti di Red and White Bells (i Radiohead che danzano, in un rito voodoo, assieme a John spencer!?). Delirante ma comunicativo. Sospeso eppure concettualmente unitario nel suo assieme. Evviva, un disco che colpisce, forte nei suoi intriganti contrasti.
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