| |
recensione WEIRD WAR Illuminated by Light recensione discografia review recensione
biografia recensioni recensione articolo monografia buy order online |
oggetto: recensione |
| |
 |
WEIRD WAR
Illuminated by Light |
label: Drag City (2005)
formato: Cd/LP (11 tks, 45:46 min)
genere: indie rock, Funk punk, alternative
riferimenti: Blues Explosion, Lcd Soundsystem, Boss Hog
links: http://www.dragcity.com/
voto: 7 |
Fin dal suo debutto con gli Nation
Of Ulysses prima e i Make Up dopo, la mente poliedrica di
Ian Svenonius lo ha portato a spingersi sempre in territori
diversi e sconosciuti, e così ecco un altro lavoro
del progetto Weird War dopo i discreti risultati raggiunti
con il precedente “If You Can’t Beat’ em,
Bite ‘em”.
Accompagnato dall’inseparabile chitarrista Alex Minoff,
dal nuovo batterista Sebastian Thomson (Trans Am), e dalla
bassista Michelle Mae, quello che ci propongono è un
rock ibrido macchiato del funk più stradaiolo unito
ad un’attitudine punk rock che da sempre contraddistingue
l’istrionico Ian.
Prendete i giri di chitarra più viziosi e malati, aggiungete
dei cori e dei ritornelli quasi sempre ineccepibili (confusi
e sfuggenti), su una base dal sapore rock e quello che ottenete
sono undici pezzi in pieno stile Weird War.
Canzoni come “Mental Poisoning” o “Motorcycle
Mongoloid” interpretano il funk urbano e ce lo restituiscono
sotto forma di canzoni scorrette e arroganti, e proprio per
questo affascinanti nel loro suono scarno ed essenziale, dove
pervade un’aria malsana, ma il risultato è quanto
di più pungente ci si possa aspettare.
I giri di basso in “Girls Like That”, uniti ai
suoi cori in falsetto creano quel giusto groove che oggi suona
benissimo, mentre la lunga e conclusiva “Put It In Your
Pocket” dimostra se mai ce ne fosse bisogno, che i nostri
se la cavano benissimo con i loro strumenti, con un pezzo
inquieto e provocante, che trasuda la giusta sfrontatezza
dall’inizio alla fine.
Più rock di James Murphy e dei suoi Lcd Soundsystem,
meno chiassosi di Jon Spencer e ammiccanti almeno quanto lo
era Cristina Martinez con i suoi Boss Hog, i Weird War hanno
il pregio di non prendersi troppo sul serio, e anche se ogni
tanto si perdono troppo nelle pieghe del pop, continuano a
pubblicare lavori pieni di spunti interessanti e che coinvolgono
fin dal primo ascolto. |
|
|
 |
© UNMUTE.net - tutto
il materiale presente in questo sito è soggetto alle leggi
internazionali di copyright.
Qualsiasi uso dovrà essere preventivamente autorizzato
dalla redazione del sito e dagli autori dei singoli contenuti. |
|