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THE WHITE STRIPES
Get Behind Me Satan
Label: V2 Records (2005)
Formato: CD / LP (44:07 - 13 tracks)
Genere: roots explosion, pop démodé, non-boring country
Links: http://www.whitestripes.com
Voto: 7
Sono passati ormai diversi giorni, eufemismo per circa un mese, dall’uscita del nuovo album dei White Stripes. Potrei scrivere che questa recensione arriva in ritardo rispetto alle altre per fare come ai vecchi tempi, quando i dischi non erano un semplice prodotto usa e getta, già vecchi prima ancora di uscire, ah, generazione debosciata figlia di iPod ed mp3, vae victis, superbia cunctator in diaboli lux et fiat supernae; ma potrei anche dire la verità: i dischi li compro, e non ho la minima intenzione di correre in negozio per degli ipotetici lettori, e inoltre sono molto pigro per scrivere una recensione subito dopo averlo fatto. Il lato positivo è questo: adesso che pensate di aver assimilato Get Behind Me Satan, arrivo io a dimostrarvi che probabilmente non ne avevate capito neanche una nota (vae victis, ecc.). E allora, andiamo al sodo: Jack White è tornato con un album dal suono estraneo a ogni tendenza, tranne quella che potrebbe fare lui stesso, essenzialmente pop e del tutto spiazzante. Dopo Blue Orchid, il singolo che apre l’album con un vago suono Queens of the Stone Age che coverizzano gli stessi White Stripes (come li conoscevamo fino a Elephant), per sentire un’altra canzone condotta dalla chitarra elettrica bisogna superare la metà della scaletta, fino ad arrivare ad Istinct Blues, forse il pezzo più simile al vecchio sound della band. Prima e dopo, ballate e giochini strani con il piano, idee affascinanti e momenti ancora più rétro del solito, con un paio di pezzi così country -altro che Hotel Yorba!- che fanno venir voglia di ordinarne un altro e di andare a regolare i conti con quello straniero misterioso appena arrivato al saloon, che a mezzogiorno si dimostrerà più veloce di noi vecchi malviventi rotti a tutto, e ci ucciderà in duello sulla strada principale di Rockville, 499 anime meno la nostra, mentre Annabelle… ma sto divagando.
Su una di queste webzine di metallari ripuliti e travestiti da indie-rockers, che di certo conoscerete, ho letto che Get Behind Me Satan non sarebbe altro che “il classico disco da MTV”. Balle. Anche se è probabile che troveranno il modo di (stra)vendere anche questo, la verità è che Jack White se ne è fregato di tutto e di tutti e ha pubblicato tredici canzoni che, semplicemente, a lui (e forse anche all’orpello dietro alla batteria) piacerebbe ascoltare. La questione adesso è: interessano a qualcuno i White Stripes che fanno ballate vintage, senza neanche una Fell in Love with a Girl e solo mezza Seven Nation Army? Il mondo ha ancora tempo per i fenomeni giovanili che iniziano a smettere di essere tali e cominciano a fare soltanto quello che vogliono? Get Behind Me Satan è un album divertente, ricco di idee, in un certo senso curioso da sentire in questo periodo; è un disco il cui pregio più grande credo sia l’onestà. Se a qualcuno ancora interessa, è tutto per lui.
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  luglio 2005
 
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