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THE WRENS
The Meadowlands
label: Absolutely Kosher
formato: CD
genere: alternative, indie rock
riferimenti: Smog, Weezer
voto: 7.5
Ascoltare il nuovo disco di questa semi-sconosciuta band americana, che in realtà esiste da una quindicina d'anni, è un po' come sfogliare il Bignamino dell'indie-rock, attraverso alcune tra le sue pagine migliori. Ora, questa considerazione tutto vuol significare tutto tranne che questo sia un lavoro derivativo, con poca personalità. Anzi, già ad un primo ascolto salta agli occhi, o meglio agli orecchi, quanto sia sincero il loro approccio, quanto semplice,nel senso di genuino, il modo di comporre.
Puro e aperto come sembra il loro rapporto con la vita stessa prima ancora che col mondo della musica, che spesso gli ha chiesto di accettare compromessi, che gli ha chiuso qualche porta in faccia, visti i loro rifiuti decisi e intransigenti.
Questa onestà si traduce così in un 'opera veramente di larghe vedute, di ampi orizzonti, dai contorni che mutano man mano che si procede, come fossimo in viaggio attraverso la provincia americana.
E così via via si incontrano The house that guilt built, ballata lieve di due minuti due, che ricorda tanto i Wilco, anche se con meno classe , Happy,dal crescendo vorticoso alla Afghan Whigs, ma meno tormentati e poi She sends kisses, piccola perla del disco che, insieme a 13 months in 6 minutes, rappresenta il vero metro di paragone per valutare le qualità del gruppo.
Continuando ci si imbatte in brani anche più spigliati con cori e chitarre che fanno tanto Weezer (Hopeless), o melodie di scuola prettamente R.E.M (Ex-girl collection); senza tralasciare rimandi a sonorità più disturbate( come in Per second second, che pare vicina ad alcune cose dei Sonic Youth), per poi abbandonarsi a qualche apertura più (emo)tiva,vedi Everyone choose sides.
Nel suo complesso il disco si colloca in quella grande tradizione indie americana, che ha i suoi numi tutelari in gente come Sebadoh o, soprattutto in questo caso, Smog e che, come questi, rimarrà ai margini del music-biz, nonostante sia opera più che degna.
Certo non siamo di fronte ad un capolavoro che ridisegna i confini del rock, ma ad un disco non sempre si chiede di cambiare la storia, basta che ci scaldi l'anima, anche solo per poco.
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  aprile 2004
 
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