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oggetto: recensione |
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The xx
xx |
label: (XL)
formato: CD
genere: Indie Pop
riferimenti: The Big Pink, Stars, The Hundred in the Hands
links: http://www.myspace.com/thexx |
I londinesi “The XX” irrompono sulla scena indie-pop-dark wave con il singolo "Crystalised" a metà del 2009, EP accompagnato da uno splendido video. Si confermano poi all’inizio del 2010 come giovanissimi epigoni di quelle sonorità electro-dark che si trovano camminando per i territori acustici (meglio dire rétro-electro) di Human League, Depeche Mode, Soft Cell (Marc Almond dovrebbe tenerli a battesimo), sino a sconfinare nelle lande più scure di Pixies e Cure, con la bellissima “VCR” (altro grande video in odore di Nouvelle Vague).
Comme d’habitude, arrivano nei club italiani e nei circuiti quasi-mainstream (almeno indie) del nostro Paese, solo qualche mese dopo, grazie a qualche coraggioso suonatore di dischi che inizia a proporli nei dancefloor più colti o nelle radio più attente agli echi del loro sound (no)wave-oriented.
Omaggio alla generazione post-values nella scelta del nome della band o semplice desiderio di anonimato? L’estetizzante simbolo nostalgic punk (quasi symbolism-nazipunk verrebbe da dire) del gruppo e il look nu-no wave concorrono a generare fascinose incognite intorno alla loro pur alimentata hype.
Poco più di 70 anni in 3 (partirono in 4): profumano di gioventù i nostri fascinosissimi e iper-asessuati, almeno nell'allure, (pun)XX.
Ritmi calmi, quasi da cool R&B in certe sfumature, una drum machine con sordina, sesso post-adò e intimismi nei testi, mai una concessione al virtuosismo da recherche nelle bass-vibrations.
La cantante e chitarrista Romy Madley Croft pare una Mazzy Star posseduta (in senso biblico) da Bernard Sumner; sì, perché il suo lineare cantato ha un qualcosa che rimanda agli amplessi più dolci dei teenegers innamorati del Nuovo Ordine, orfani della morte del divino Ian. Lo sparring partner della Croft, è il bassista Oliver Sim che ribatte, sempre soavemente, con voce e corde all’androgina leader.
Complessivamente un debutto di grande maturità, personalità ed equilibrio per questa giovanissima band inglese, capace di suonare nelle nostre orecchie come un’ostinata stazione radio perennemente sintonizzata sull’elettronica colta della scena post-punk 80’s. |
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