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YANN TIERSEN and SHANNON WRIGHT
Yann Tiersen & Shannon Wright |
label: Ici D'Ailleurs (2004)
formato: CD
genere: folk rock, neo classical, indie
riferimenti: Black Heart Procession, Rachel's
links: http://www.icidailleurs.com/
voto: 7 |
Il binomio artistico che campeggia
sulla copertina del disco farebbe felici un po’ tutti:
dall’indie snob più oltranzista al simpatizzante
della musica d’autore, all’appassionato di cinema,
ed in effetti ci si trova di fronte ad un lavoro che soddisfa
un po’ tutte queste esigenze d’ascolto. Shannon
Wright, lo sanno anche i sassi, è nome di culto della
scena indie rock-cantautorale americana; in questo episodico
progetto decide di farsi interprete della cosiddetta "emotività
cinematica", essendo coadiuvata nell'occasione dal giovane
e talentuoso compositore francese Yann Tiersen (delle sue
innate capacità se ne può avere conferma dalle
splendide partiture per “Il Favoloso Mondo di Amelie”
e “Goodbye Lenin”). L’apporto di Tiersen
sposta il baricentro stilistico della cantautrice in una dimensione
onirica e romantica (pur senza rinunciare all’elemento
oscuro tanto caro alla Wright), mediante incursioni orchestrali
(la struggente “Something to live for”) e accompagnamenti
di violino e pianoforte, o fisarmonica (“Dragon Fly”,
dal sapore malinconicamente francese) nonché movimenti
ritmici incalzanti, come la visionaria “sound the bells”,
che farebbe invidia persino ai Radiohead di "Ok Computer".
In alcuni frangenti l’elemento visivo/cinematografico
pare prendere il sopravvento, ma non è nemmeno difficile
intravedere rimandi artistici, per esempio, con i Rachel’s
e le loro atmosfere sofisticate, da camera. Eppure la voce
sensuale della Shannon, capace di graffiare anche nel momento
più tenue, afferra saldamente le redini di un universo
musicale sempre più rarefatto, elegante, dove melodie
intrise di cocente disillusione suggellano vertici compositivi
sin ora mai raggiunti dalla bella songwriter.
Diciamolo, la fusione stilistica tra i due musicisti -così
lontani, eppur così vicini- funziona a meraviglia:
dieci intense ballate che, nonostante il carattere articolato
(ma mai pesante) degli arrangiamenti, filano lisce dalla prima
all’ultima, elargendo emozioni improntate su una “sceneggiatura”
alla quale Tiersen ha dato un colore, quel bianco in copertina
che fa tanto inverno candido e dimesso, ma con lievi sussulti
che inneggiano al sogno. Autentico. |
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