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ZWAN Billy Corgan recensione ZWAN review ZWAN
Mary Star Of The Sea  
label: Reprise Records (2003)
formato: CD
genere: Rock
riferimenti: Smashing Pumpkins, Hole (Celebrity Skin)
links: http://www.zwan.com/
voto: 5
L'appunto, spontaneo, che viene da fare ogni volta che si ascoltano gli Zero 7 è quasi sempre lo stesso, forse pure un po' impietoso ma in fondo consapevole: se gli Air non fossero mai esistiti saremmo qui ad osannare questo duo e a riconsiderare la storia della musica moderna, aggiungendo un tassello finora mancante. Ora, purtroppo ( per loro, gli Zero 7 ) le cose sono andate come sappiamo e così saranno perennemente costretti a convivere con questa scomoda etichetta. Diciamo però che per un certo verso se la sono anche cercata e questo nuovo album ne è la chiara dimostrazione.
Non che sia un brutto disco, anzi, ma le undici tracce scorrono via senza lasciare un segno profondo e la sensazione complessiva generata è più di noia che di eccitazione ( nonostante la fattura produttiva, guarda caso affidata a Nigel Godrich, sia di qualità decisamente elevata ).
Le differenze rispetto ai sopraccitati cugini francesi sono però abbastanza marcate e in fondo costituiscono poi il marchio di fabbrica del suono degli Zero 7: intanto l'impiego di quelle vocalità dalla marca profondamente soulful ( che possiamo trovare in alcune cose dei Thievery Corporation o, più spesso dei Jazzanova ), cosicché le melodie si fanno morbide e sinuose; eppoi gli arrangiamenti, ricchi di hammond, di archi, flauti e armoniche, mai pomposi, mai superflui.
Purtroppo, come detto, manca il pezzo in grado di dare una sferzata al disco, che così si mantiene su di un livello medio e monocorde per tutta la sua durata. Certo nel mucchio si fanno apprezzare brani come Home o Passing by e Speed dial no.2, tra quelli cantati, e Look up più di When it falls, tra gli strumentali, dove i due credo riescano ad esprimersi meglio, dove forse varrebbe la pena di insistere maggiormente.
E' chiaro: manca quella filosofia di fondo e quella capacità di esplorare anche gli angoli più oscuri della mente umana ( e di tradurre queste intuizioni con una semplicità visionaria che non ha eguali ) che ha permesso agli Air di essere a loro modo rivoluzionari, con risultati in alcuni casi sorprendenti.
Manca tutto ciò, ma le qualità ci sono, basterebbe focalizzare gli obiettivi in modo migliore.
invia la tua recensione Andrea Sassano
  luglio 2004
 
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